
Ed č arrivato. Venerdģ 10 Aprile. Funerali di stato. Lutto nazionale. Non poteva essere altrimenti. Alle ore 11, nel piazzale della scuola per ispettori della Guardia di Finanza, si darą l'ultimo saluto alle 150 salme qui collocate. Le altre sono state consegnate alle famiglie residenti in comuni non abruzzesi ed altre non sono ancora state identificate. L'altare e' stato posto in cima alla scalinata che conduce al Palazzetto dello sport della cittą. Il rito funebre sarą concelebrato dal cardinale Tarcisio Bertone (a destra) segretario di Stato Vaticano, che terrą anche l'omelia, e da monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell'Aquila. Il Papa ha inviato gli olii funebri che sono stati benedetti ieri dallo stesso Pontefice. Al termine del rito cristiano sarą celebrato anche un rito funebre islamico poiché tra le vittime sono state riconosciute sei persone di religione islamica. Alla cerimonia saranno presenti anche il premier Silvio Berlusconi e i presidenti delle camere Renato Schifani e Gianfranco Fini. Tantissime le televisioni collegate. Le bandiere a mezz'asta e la chiusura temporanea di uffici ed esercizi durante il rito funebre. L'Italia intera si stringe. E' come se le distanze si annientassero. E' come se tutto ad un tratto le mani si toccassero. Si sfiorassero. Oggi. Venerdģ 10 Aprile. L'Italia: č un'unica famiglia.
IL MESSAGGIO INTEGRALE DEL PAPA
«In queste ore drammatiche in cui un'immane tragedia si č riversata su codesta terra, mi sento spiritualmente presente in mezzo a voi per condividere la vostra angoscia, implorare da Dio il riposo eterno per le vittime, la pronta ripresa per i feriti, per tutti il coraggio di continuare a sperare senza cedere allo sconforto. Ho chiesto al mio Segretario di Stato di venire a presiedere questa celebrazione liturgica straordinaria in cui la comunitį cristiana si stringerį intorno ai propri defunti per dare loro l'estremo saluto. Affido a lui, e al mio segretario particolare, il compito di recarvi di persona l'espressione della mia accorata partecipazione al lutto di quanti piangono i loro cari travolti dalla sciagura. In momenti come
questi, fonte di luce e di speranza resta la fede, che proprio in questi giorni ci parla della sofferenza del Figlio di Dio fattosi uomo per noi: la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione siano per tutti sorgente di conforto ed aprano il cuore di ciascuno alla contemplazione di quella vita in cui 'non vi sarį pił la morte nč lutto nč lamento nč affanno, perchč le cose di prima sono passatč (Ap 21,4). Sono certo che con l'impegno di tutti si puņ fin d'ora far fronte alle necessitį pił impellenti. La violenza del sisma ha creato situazioni di singolare difficoltį. Ho seguito gli sviluppi del devastante fenomeno tellurico dalla prima scossa di terremoto, che si č avvertita anche in Vaticano, ed ho notato con favore il manifestarsi di una crescente onda di solidarietį, grazie alla quale si sono venuti organizzando i primi soccorsi, in vista di un'azione sempre pił incisiva sia dello Stato che delle istituzioni ecclesiali, come anche dei privati»