
ROMA - Va sul classico Andrea Bocelli, passeggiando con la sua voce elegante sul più classico e popolare dei territori per tenori, un repertorio fatto di grandi romanze e canzoni, molte napoletane come la splendida Era de maggio (forse la più bella) o Funiculì, funiculà, o 'O surdato 'nnamurato, una siciliana come E vui durmiti ancora, altre celeberrime italiane come Mamma o Voglio vivere così, altre ancora internazionali come Granada e Beacause (un vecchio successo di Perry Como).
Canzoni lontane, veri e propri monumenti della melodia, fatte per sentire e cantare e che per Bocelli «vanno fatte riascoltare perché è come andare a visitare la Pietà di Michelangelo, un quadro di Raffaello o una cupola del Brunelleschi». Un disco di tradizione, palestra di tutti i grandi tenori (del resto Andrea ha sempre raccontato che il desiderio di diventare cantante gli è venuto ascoltando la voce di Franco Corelli sul giradischi di casa mentre cantava quei brani) da Mario Lanza a Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, lo stesso Enrico Caruso, ma anche Pavarotti che si è cimentato su quei territori alimentando la sua popolarità internazionale.
E Bocelli di Pavarotti ha raccolto l'eredità come pop star assoluta del canto lirico, il cui successo lo fa identificare come il più solido simbolo del del bel canto italiano con alle spalle la bellezza di sessanta milioni di dischi venduti. Un record che Incanto, prodotto discografico curato (ci sono voluti tre anni per realizzarlo) e mirato, è destinato ad allargare ancora fra richieste di esibizioni e proposte di affrontare allestimenti lirici. «Ormai gli impegni sono talmente tanti - dice Bocelli - che non guardo più neppure il calendario per non provare angoscia».
E così prossimamente l'attende un tour in cui canterà dal vivo tutto il disco e una serie di impegni sul fronte del melodramma fra una Messa solennelle che dovrà fare a Washington, una Cavalleria rusticana, un Faust, eccetera, eccetera. Intanto ieri Andrea ha presentato il disco a Napoli, città nella quale stasera è atteso a piazza del Plebiscito per un concertone (fra gli ospiti ci sarà Massimo Ranieri) destinato a illustrare l'album con tutti e dodici i pezzi del menù. Un disco levigato, con Bocelli che lascia spazio anche alla sua fidanzata Veronica Berti (che si fa sentire nel brano d'apertura Un amore così grande) e si destreggia con la sua voce duttile dal napoletano al siciliano, all'inglese. Ad accompagnarlo l'Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Steven Mercurio (che ha lasciato il podio in soli due brani ai colleghi Luigi Longobardi D'Aquino e Felice Pitolo per Era de maggio e l'inedito Pulcinella).