
Sono passati 5 lunghi anni dall'uscita di St. Anger, album che a detta di molti è il peggior lavoro della band. Personalmente trovo St. Anger un album dal grande potenziale ma allo stesso tempo pieno di difetti; comunque per alcuni versi lo vedo superiore a Load e Reload. Alcuni riff del precedente album erano ben studiati ma purtroppo erano integrati male all'interno delle canzoni ed inoltre una cosa che proprio non è andata giù ai fan era la mancanza di assoli; questa cosa rendeva praticamente inutile Kirk Hammett all'interno della band. Tra gli altri difetti di St. Anger bisogna segnalare il sound a "fusti del dixan" della batteria di Lars Ulrich e la voce di Hetfield che era letteralmente devastata. Chi ha visto il film-documentario della band "Some Kind Of Monster" (dovete vederlo assolutamente, è un dvd fantastico) saprà in che situazione si trovavano i Metallica all'epoca. Jason Newsted aveva lasciato la band, James Hetfield era entrato in una clinica per disintossicarsi da alcool ed altre sostanze, Lars Ulrich e James Hetfield litigavano ogni 2x2 e tutte queste cose sommate insieme portarono quasi allo scioglimento della Thrash Metal band più famosa del globo. In quel periodo i Metallica si affidarono ad uno psicologo che aiutò la band ad appacificarsi. Così nel 2003, con la pubblicazione di St. Anger, i Metallica riuscirono ad uscire dal più brutto periodo che abbiano mai affrontato nella loro lunghissima carriera. La band negli anni successivi decise di mettersi al lavoro sul nuovo album e durante il lungo periodo di gestazione di Death Magnetic i "four horseman" presero parte a vari tour estivi rinominati "Escape From The Studio", "Sick Of The Studio" ed il recente "Vacation Tour". Durante l'Escape From The Studio la band presentò al pubblico due nuove canzoni "demo" chiamate "The New Song" e "The Other New Song" che non trovarono l'accoglimento sperato (se volete approfondire questo argomento cliccate qui ). Per produrre il nuovo album, la band, lincenziò Bob Rock e si affidò al leggendario Rick Rubin. Aria di novità in casa Metallica. Ricordo inoltre che questo è il primo album della band in cui troviamo Robert Trujillo al basso; a detta di James il nuovo bassista è stato di grande aiuto alla band, più di quanto Jason lo sia stato in 14 anni di carriera. Death Magnetic è stato atteso per molto tempo dai fan. L'album, che inizialmente doveva uscire alla fine del 2006, venne rimandato per il 2007 ma la band alla fine fissò l'uscita definitiva per il 12 Settembre 2008. Finalmente questa data è arrivata e possiamo ascoltare cosa sono riusciti a creare i Metallica in questi cinque lunghissimi anni.
L'album è composto da dieci tracce che occupano il supporto ottico fino all'ultimo minuto. Proprio come St. Anger, Death Magnetic, dura quasi 75 minuti. Una lunghezza esagerata che, per il precedente album, fù uno dei tanti difetti. I Metallica ci rassicurano sul fatto della lunghezza eccessiva delle tracce (quasi tutte le canzoni di Death Magnetic durano più di sette minuti) promettendo canzoni più varie composte da diversi cambi di tempo, diversamente da St. Anger.
I tanti detrattori della band pensano che i Metallica siano tornati a proporre il sound di Load/Reload oppure credono che non si possano risollevare dopo St. Anger ma, ascoltando questo album, verranno smentiti. Questo lavoro emana un'energia pazzesca; una potenza sonora che non sentiamo dai tempi del Black Album. Hetfield in un'intervista disse che, secondo la sua opinione, il sound di quest'album si colloca tra Master Of Puppets ed And Justice For All. Io, dopo vari ascolti, direi che questo album racchiude tutto ciò che i Metallica hanno fatto nella loro carriera. E' come se avessero pescato i migliori spunti di ogni album e li avessero fusi insieme ad un sound moderno. Non sto dicendo che Death Magnetic sà di già sentito ma che, all'interno delle canzoni, troverete le sonorità che hanno reso famosi i Metallica, cosa che invece non si poteva dire per St. Anger. In questo album potrete trovare: la velocità di Kill'Em All, gli arpeggi che riportano al periodo Ride The Lightning/Master Of Puppets, l'elaborazione delle canzoni in stile And Justice For All, sonorità che richiamano il periodo del Black Album ed infine tutto ciò che c'era di buono in Load/Reload e St. Anger. E' come un "vocabolario dei Metallica". Anche se sono presenti tutte queste influenze, Death Magnetic, è un album completamente diverso dai precedenti. Finalmente, dopo circa 20 anni possiamo dire che i Metallica sono tornati a riproporre il genere che li ha resi famosi, ovvero il Thrash Metal. Infatti, dai tempi del Black Album, la band aveva cambiato completamente genere passando dall'Heavy Metal del Black Album all'Hard Rock di Load/Reload fino ad arrivare a registrare St. Anger che non riesco ad inquadrare in un genere musicale vista la sua particolarità; addirittura si potevano trovare influenze Death Metal in quell'album. Detto questo, cancellate il periodo che va dal 1994 al 2003 e preparatevi per un ritorno alle sonorità Thrash.
Tracklist:
1) That Was Just Your Life Voto: 10
2) The End Of The Line Voto: 9
3) Broken, Beat & Scarred Voto: 8.5
4) The Day That Never Comes Voto: 9
5) All Nightmare Long Voto: 10
6) Cyanide Voto: 7
7) The Unforgiven III Voto: 8.5
8) The Judas Kiss Voto: 9
9) Suicide & Redemption Voto: 8
10) My Apocalypse Voto: 8.5
La prima volta che ho ascoltato l'album ero molto teso; mi succede sempre quando ascolto i nuovi lavori delle mie band preferite, c'è sempre la paura che le proprie aspettative non vengano soddisfatte. Superato in parte questo "momento di alta tensione" mi tornano in mente i ricordi di quando ho ascoltato per la prima volta St. Anger, l'emozione era la stessa. Nella mia mente pensavo: "5 anni di attesa, è finalmente giunta l'ora di scoprire se i Metallica sono tornati oppure no", in quel momento non ero molto ottimista dell'album ma alla fine ho trovato il "coraggio" di cliccare il pulsante "play". Ok, si parte!
Il display passa da 00:00 a 00:01 e lì la tensione si alza veramente tanto, il tempo scorre e un battito cardiaco ci accompagna ad una introduzione simile a quella dei primi album, ovvero una introduzione fatta con chitarre non distorte che ci preparano per l'inferno che si scatenerà tra pochi istanti. In questo preciso momento la mia mente cerca di immaginarsi come si evolverà la canzone ma vengo sorpreso dalle chitarre distorte di Hetfield & Hammett che sprigionano "powerchords" ad una velocità moderata, da quì capisco subito che finalmente le chitarre sono ritornate all'accordatura standard (E) che non veniva usata fin dai tempi del black album (1991). Finita questa introduzione "vecchio stile", che dura circa 90 secondi, il riff principale della canzone apre le danze. Un riff veramente strepitoso quello di "That Was Just Your Life", come non se ne sentivano da tantissimi anni. A due minuti dall'inizio della canzone finalmente parte la voce di Hetfield, che canta velocissimo sopra al riff principale, è strano sentire James cantare così veloce. Nel pre-chorus James canta un po più lentamente e recupera il fiato per cantare uno dei migliori ritornelli dai tempi del black album. "Almost like your life, Almost like your endless fight" . James è veramente in forma e il ritornello si stampa subito in testa. La canzone ha vari cambi di tempo ed in vari punti si tramuta in riff molto interessanti. Parte l'assolo di Kirk, il primo ad essere registrato su un album dei Metallica dopo ben 10 anni (Garage Inc.), che sembra quasi uno sfogo, un po come se kirk dicesse "adesso gli faccio vedere io che sono ancora capace di fare assoli" e le promesse sono mantenute, un ottimo assolo dalla velocità altissima. Prima che la canzone finisca però ci sta ancora qualcosa di inedito, ovvero uno stacco melodico che ricorda i tempi d'oro, memorabile. Sette minuti di durata che non si fanno sentire, una canzone spassosissima, sicuramente la migliore canzone che la band abbia scritto dal 1991 e probabilmente la migliore dell'album.
Traccia numero 2, "The End Of The Line". I Metallica per questa canzone hanno riciclato il riff di introduzione di "Death Is Not The End", demo presentata nel 2006. Nemmeno questo brano non delude le aspettative, ed è veramente una bomba, Hetfield è sempre all'altezza della situazione e da vita ad un altro ritornello memorabile che emana una grande energia. La canzone procede con vari cambi di tempo e ad aspettarci c'è un assolo dove Kirk usa sapientemente il "Wha-Wha". E' tempo di un breve "stacco" in clean delle chitarre ma pochi secondi dopo la canzone riprende con la frase "The Slave Become The Master" che fà aumentare ancora di più il mio giudizio sulla traccia. Riprende il ritornello e la traccia si conclude. Alla fine risulta una canzone più che buona.
Broken, Beat & Scarred inizialmente pare piuttosto anonima ma, dopo vari ascolti, rivela il suo potenziale. James in questa canzone canta " What don't kill you make you more strong" una frase che rimane impressa molto facilmente. Insomma, in definitiva è una traccia che non sfigura in confronto alle precedenti anche se ci sono pochi cambi di tempo. Le premesse per un ottimo album ci sono tutte.
Come da tradizione la canzone numero 4 deve essere una ballad e i Metallica mantengono le promesse. "The Day That Never Comes", primo singolo estratto da Death Magnetic, ricorda i vecchi tempi richiamando in più punti "One" e "Fade To Black", l'arpeggio che sta alla base della canzone è memorabile e costruito alla perfezione. Ai primi ascolti lascia un pò spiazzati la voce di Hetfield che nel ritornello canta in un modo piuttosto inusuale per il suo stile. I primi quattro minuti della canzone scorrono lenti ma dopo questi nessuno si aspettava che la canzone si tramutasse in una vera e propria parte strumentale costruita molto sapientemente. Vari riff si alternano e James & Kirk "duellano" alla chitarra come mai avevano fatto nella loro carriera. L'assolo è veramente fantastico anche se non è particolarmente elaborato. La canzone si conclude in modo inaspettato senza che nessun "refrain". Una ballad che ricorda i vecchi tempi e spazza via le ballad di Load/Reload.
"All Nightmare Long" viene introdotta dalle chitarre "in clean" che successivamente vengono accompagnate con riff di chitarra distorta come da tradizione. La canzone cambia tempo ed Hetfield & Hammett si esibiscono con "cavalcate" furiose e molto veloci. Una canzone durissima, forse la più "spaccosa" di tutto Death Magnetic. Ritornello fantastico che, a me, ricorda molto i Foo Fighter. Kirk si esibisce in due fantastici assoli dove usa le sue classiche tecniche che lo hanno reso famoso. Finita questa canzone, che, insieme a That Was Just Your Life è la migliore dell'album, parte la traccia successiva.
"Cyanide" è sicuramente la peggior traccia del disco, inizialmente sembra una buona canzone ma dopo vari ascolti cade nella monotonia totale. Non è una traccia bruttissima però dopo sei canzoni che erano spedite come dei treni ad alta velocità, questa spezza il ritmo. Da notare lo stile drum 'n' bass che fa dà padrone in vari punti della canzone e il ritmo di batteria "irregolare" che Lars applica in più parti della traccia. Anche l'assolo di Kirk è ben riuscito, insomma, le idee c'erano ma sono state applicate male.
"The Unforgiven III" viene introdotta da un pianoforte, che la band usa per la prima volta nella sua carriera. L'introduzione è fantastica ed epica ma il riff successivo spezza il ritmo e rovina l'atmosfera. Il ritornello è in linea con l'introduzione della canzone e si abbina perfettamente al resto della canzone. Prima dell'ottimo assolo c'è una parte molto promettente che ricorda "Astronomy" dei Blue Oyster Cult dove James a ripetizione canta: "Forgive Me, Forgive Me Not" . In definitiva, una buona canzone che poteva essere migliore. Con le precedenti Unforgiven ha ben poco da spartire ma, personalmente, la trovo migliore di Unforgiven II mentre con la Unforgiven originale condivide l'epicità ma non riesce ad eguagliare la sua importanza.
"The Judas Kiss" è la canzone più "allegra" del lotto e rimane subito impressa per il fantastico ritornello "Bow Down, Sell Your Soul To Me, I Will Set You Free". In questa traccia il signor Hammett si esibisce con i suoi assoli per ben due minuti! Una canzone ben riuscita nella quale si possono cogliere alcune influenze post-black album.
Sono passati 20 anni dall'ultima strumentale che i Metallica hanno fatto, ed era niente poco di meno che la memorabile "To Live Is To Die", oggi abbiamo la possibilità di ascoltare una nuova strumentale dopo così tanti anni, e questa prende il nome di "Suicide & Redemption". Con le classiche strumentali dei Metallica ha ben poco da spartire ma, contando che è da tantissimi anni che non ne fanno più, è una buona traccia. Ci sono diversi cambi di tempo all'interno della strumentale e sicuramente il pezzo migliore è lo stacco melodico a circa 3 minuti della canzone dove Kirk da il meglio di sè. Il difetto di questa traccia è l'estrema lunghezza di ben 9.57 minuti, ovvero la traccia più lunga dei Metallica! Se fosse stata accorciata di qualche minuto forse avrebbe avuto un impatto maggiore. Comunque è una traccia molto complessa e dovrete dedicargli tantissimi ascolti per cogliere appieno il suo potenziale.
A chiudere l'album ci pensa "My Apocalypse", la traccia più corta dell'album, che dura "solo" 5 minuti. Questa canzone ricorda molto i tempi di Kill'Em All dove la band ripropone un thrash metal veloce e spensierato. La batteria tiene lo stesso tempo per tutta la canzone ma è propri questo che rende particolare la canzone. A circa due minuti della traccia parte un riff velocissimo e ben costruito che non ho idea di come James & Kirk riusciranno a riproporre in sede live. Dopodichè Hammett si esibisce in un assolo che ricorda i Metallica ad inizio carriera. L'album si chiude quì e questa era sicuramente la traccia più adatta per svolgere questo "ruolo".

Lars Ulrich in questo album non è molto originale tranne in alcuni frangenti ma se la cava abbastanza bene anche se potete scordarvi le fantastiche sonorità della batteria di "And Justice For All". Robert Trujillo si è rivelato un ottimo acquisto; il suono del suo basso è molto potente ed in molti frangenti riesce a fare risaltare il suo sound. Rob in questo album mi ha veramente sorpreso e lo reputo di gran lunga superiore a Jason Newsted. Comunque il vero potenziale dell'album sono "l'accoppiata" Mr. Hetfield & Mr. Hammett che danno una grandissima prova alle chitarre sfoggiando riff stupendi e molto elaborati. Hammett, in particolare, ha dato veramente il meglio di se stesso nei vari assoli che fanno parte dell'album anche se l'utilizzo del "wha wha" è presente in quasi tutte le canzoni. Hetfield ha recuperato la sua vera voce e non quella strana voce rauca che aveva in St. Anger ed anche lui ha dato un ottima prova sia dietro al microfono che alla chitarra.
Tirando le somme, questo è un album fatto veramente bene, non un capolavoro ma sicuramente il miglior lavoro che i Metallica abbiano fatto dai tempi del Black Album. Insomma, l'album della rinascita. Dopo St. Anger, che personalmente mi è piaciuto molto, non avrei mai pensato che i Metallica tornassero a riproporre Thrash Metal. Tra le canzoni migliori segnalo le ottime "That Was Just Your Life" ed "All Nightmare Long" che sono dei veri e propri capolavori. Le altre canzoni non reggono il confronto con le due perle dell'album ma risultano comunque tracce più che buone, come "The End Of The Line", "The Day That Never Comes", "The Judas Kiss". Nell'album non c'è nemmeno una canzone "brutta", Cyanide da come l'ho descritta sembra la peggiore canzone dei Metallica ma invece è una canzone discreta, però sfigura se viene confrontata alle altre tracce del lotto. Unfrogiven III è veramente una bellissima canzone ma secondo me poteva essere migliore di quella che è.
I Metallica sono tornati? Si! Load/Reload e St. Anger sono di gran lunga inferiori a Death Magnetic ed inoltre questo album dà l'impressione di appartenere alla "razza" dei primi quattro album della band. Ha un sound un pò più moderno rispetto ai primi album ma è comunque thrash metal. Come elaborazione delle canzoni si avvicina molto ad "And Justice For All" anche se, dopo vari album che ci hanno deluso, sembra veramente strano paragonarlo ad un album di quel calibro. Insomma, è un acquisto obbligato. Welcome Back Metallica!
Discorso a parte lo merita la produzione dell'album. Purtroppo qualcosa è andato storto e l'album è affetto dal fenomeno "clipping" (clicca qui per approfondire). Il che vuol dire che ogni tanto sentirete uscire dalle casse dei fruscii; questi vengono prodotti perlopiù dalla batteria di Lars che va in distorsione creando vari fruscii. Quindi la produzione è veramente scarsa, nemmeno i gruppi con un budget bassissimo hanno mai avuto problemi simili. Certo, il cd è ascoltabile e il fenomeno di clipping non dà troppo fastidio, però, una persona che compra l'album deve automaticamente avere tra le mani un album prodotto per bene; nemmeno negli anni 80 c'erano questi problemi di clipping e, soprattutto, nessuno se li sarebbe mai aspettati da una band ad alto budget come i Metallica! Questo problema non influenzerà il voto finale ma era giusto farlo notare ai lettori.
INFO WORLD MAGNETIC TOUR
I Metallica saranno accompagnati da due special guests che verranno annunciati prossimamente.
Ecco i dettagli delle due date italiane:
DATE CONCERTI IN ITALIA
22.06 Milano, DatchForum
24.06 Roma, Palalottomatica
I biglietti saranno in vendita a partire dalle 00.01 di sabato 18 Ottobre via internet su www.ticketone.it e dalle ore 9.00 di sabato 18 Ottobre in tutti i punti vendita della rete Ticketone. I prezzi saranno i seguenti:
Parterre (sotto palco - posto unico) 50 Euro + diritti di prevendita
Platinum Ticket (posti numerati - primo settore) 55 Euro + diritti di prevendita
Gold Ticket (posti numerati - secondo settore) 45 Euro + diritti di prevendita
Silver Ticket (posto unico - terzo settore) 40 Euro + diritti di prevendita
NB: per la data di Roma anche il Silver Ticket sarà numerato