Giornata storica ieri per l'Italtennis: Flavia Pennetta, grazie al successo contro Daniela Hantukova nei quarti di finale del torneo di Cincinnati, ha matematicamente raggiunto la decima posizione del ranking Wta, prima azzurra capace di entrare nell'elite del tennis mondiale.
Oggi sfiderà Dinara Safina per un posto in finale, match molto difficile anche se lo scorso maggio in quel di Stoccarda Flavia le aveva fatto vedere i sorci verdi per buona parte dell'incontro.
La brindisina è sempre più l'immagine bella del nostro tennis. Stamani è stata una piacevole sorpresa vedere che un importante tg nazionale (Tg5) ha messo come prima notizia sportiva proprio l'impresa di Flavia, invece che il solito tedioso redenz vous calcistico estivo, o gli imminenti mondiali di atletica, oppure le prove del MotoGp dell'onnipresente Vale Rossi. Quest'impresa, finalmente, sta aprendo a Flavia una porta per una notorietà superiore, che viene da meriti sportivi e non dalla sua nota avvenenza; e che speriamo possa riportare il Tennis in primissima pagina per faccende italiche che non siano le risse tra giocatori e Federtennis, oppure matrimoni/flirt dei nostri con la velina di turno...
E' indispensabile che anche questo vento giri, e con il vento sportivo in poppa, forse potremo risollevare ulteriormente il nostro sport, a 360°.
Torno sull'impresa di Flavia, perché merita di esser approfondita. La Pennetta è riuscita a scalare il ranking grazie ad un'annata molto consistente. Nonostante non sia arrivato il "solito" successo sulla terra latina americana ad inizio anno, ha inanellato diversi risultati molto convincenti. 15 match vincenti consecutivi in questo momento, dopo i successi di Portoroz e Los Angeles ("la più importante vittoria nella mia carriera" ha dichiarato raggiante domenica scorsa).
Quanto è importante entrare nella top10?
Molto. Perché è un fatto storico per il nostro sport; perché è soprattutto indice di una quantità di prestazione. E' segno evidente che la brindisina riesce da tempo a dare continuità alla sua prestazione ad alto livello. Sarà anche più "facile" per le donne issarsi in classifica mondiale, ma la "penna" ha raggiunto vette da "vertigini", e solo con ottimi risultati si può scalare lassù, dove ci sono divinità tennistiche dotate di un talento superiore o fisici di masculina potenza. E qua sta la bravura di Flavia. Flavia non è la valkiria di turno, non ha nemmeno un talento paragonabile ad una Henin (me lo perdonerà), però sta riuscendo ad ottenere il massimo dai suoi ottimi mezzi. Su 0-15 a fine 2008 avevo approfondito la sua situazione, intravedendo margini per questa scalata, ma anche difficoltà tecniche, fisiche e mentali. Fisiche, perché riuscire a reggere a quei ritmi micidiali richiedeva una condizione fisica eccezionale e la fortuna di non farsi male. Risultato più che raggiunto, la nostra sprizza energia da tutti i pori, è sempre più veloce in campo e non si tira quasi mai indietro quando c'è da lasciare andare il braccio nella ricerca di un lungolinea di rovescio vincente. Il dritto è meno falloso nello scambio, alla risposta è sempre più aggressiva, i passaggi a vuoto sono meno frequenti, come i cali di intensità. E qua si passa all'aspetto mentale, che è cresciuto in modo esponenziale. Mentale sì, perché reggere a questi livelli richiede convinzione e dedizione totale, altro risultato più che raggiunto. Inoltre il tutto è stato sostenuto da migliorie tecniche, perché Flavia ha nettamente migliorato nell'ultimo periodo il rendimento al servizio, riesce con più continuità a ribaltare lo scambio quando è messa in difesa, e a volte riesce a variare di più il suo tennis (spesso fin troppo lineare), lavorando di più qualche palla e proponendo alle rivali problemi diversi.
Un miglioramento continuino. Un lavoro di cesello perché intendiamoci, la Flavia è sempre la stessa, non ha stravolto nulla del suo tennis, non ha fatto un salto clamoroso. La sua è stata una vittoria del lavoro, della continuità, della convinzione di farcela. Applausi, ti meriti tutte le pagine dei giornali che riceverai, sperando che siano solo le prime di una lunga serie. A 27 anni Flavia è nel pieno della sua maturità fisica e tennistica. Spero che questa rincorsa non le stia costando troppo dal punto di vista fisico-mentale, e che sia invece solo un nuovo solido gradino su cui basare il futuro della sua carriera.
Qua ammetto di nutrire qualche dubbio, perché penso che la nostra bravissima tennista sia un po' vicina ai suoi limiti. Starà a lei esser brava non solo a smentire il vostro "critico osservatore", ma soprattutto a continuare in questo momento a dir poco magico.
Tornando per un attimo all'impresa, ma quanto vale esser top10? Tanto ho appena detto. Però... Non voglio fare l'incontentabile, oggi è un giorno di gaudio e felicità, perché qualche anno fa ammetto che ritenevo difficile un traguardo del genere. Però credo che l'esser diventata top10 sia un grande premio, un riconoscimento che le permette di entrare nella storia e che nessuno potrà mai toglierle. Ma alla fine è solo un "premio statistico". Alla fine contano assai di più i veri risultati: le vittorie nei tornei, le finali, "gli scalpi" delle grandi giocatrici battute, i piazzamenti negli slam. Su questi aspetti Flavia sta ancora lavorando, e per certi versi la via è ancora in salita. Bravissima ad accumulare punti, tanto che la classifica la premia finalmente. Però negli Slam le manca maledettamente l'acuto: una semifinale, oppure raggiungere i quarti con continuità arrivando a sfidare le migliori con prospettive di batterle. Alcune Top sono state raggiunte, domate, avvicinante. E questo per me conta ancor più di uno statistico raggiungimento della top10. Aver battuto Venus Williams, una delle più forti di tutti i tempi, 4 volte su 7, è una statistica per me ancor più pesante e probante dell'aver raggiunto la top10. Su questo deve consolidare il suo momento la nostra "piccola penna": non partire battuta contro le top players; arrivare nella seconda settimana degli Slam.
Guardando a ritroso la classifica Wta (a memoria), ci sono tenniste come Amanda Coetzer che è arrivata al n.3 (o 4, non ricordo) del ranking; idem Nadia Petrova; gente come la Bartoli ha fatto finale a Wimbledon. Perché non Flavia allora?
Avanti Pennetta, da ieri sei nella storia. Ma ti auguro che le pagine più belle della tua carriera debbano ancora esser scritte. Da qua in avanti.