FreePOPs

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Fino allo scorso anno, non c'era alcun problema nell'ottenere una casella di posta elettronica gratuita per gestire la propria corrispondenza via Web. Ciascuna casella di posta era del tutto indipendente dal provider utilizzato per collegarsi ad Internet; cioè un utente poteva avere un indirizzo @-mail del tipo nomecognome@tiscali.it, ma utilizzare Tin come provider per l'accesso alla rete. Verso la fine del 2003, però, Wind ha introdotto un cambiamento radicale in questo campo e tutti i possessori di un indirizzo di posta elettronica del tipo nomecognome@libero.it, sono stati posti di fronte ad un bivio. Gli utenti che si collegavano ad Internet attraverso Libero potevano continuare ad usufruire della propria @-mail esattamente come in passato. Gli utenti che, invece, utilizzavano un altro provider, non hanno potuto più leggere la posta con il loro mailreader preferito (Outlook Express su tutti, ma anche Eudora o altri) come facevano prima. E cosa è successo da allora? Semplicemente questo: se si voleva continuare a gestire la propria corrispondenza elettronica con quel software, bisognava pagare una tariffa mensile pari a 1,25 o 2,50 euro, a seconda del servizio scelto; se, invece, non si voleva pagare, si è potuto comunque continuare a leggere la posta dal proprio indirizzo @-mail nomecognome@libero.it, ma solo ed esclusivamente collegandosi al sito di Libero. A questo punto, è sorto un problema perché l'utilizzo di un webmail (ovvero la gestione della propria posta collegandosi ad un sito) è molto più scomodo che utilizzare un apposito software. Si perdono, inoltre, molte delle funzionalità dei software specializzati, se non si vuol considereare il molto più tempo (e quindi denaro), impiegato nel leggere la posta on-line (soprattutto per i PC ancora dotati di modem analogico). E Outlook? Queste novità hanno spinto molte persone ad abbandonare il proprio indirizzo nomecognome@libero.it, per scegliere altri provider; altri hanno preferito tornare ad utilizzare Libero come provider; altri ancora hanno preferito mantenere il proprio provider, ma si sono “rassegnati” a leggere la posta solo su Libero. Queste sono comunque delle soluzioni di ripiego, forzate e non soddisfacenti. Ecco però la soluzione per chi non avesse ancora risolto tale ‘problema' (o non se lo fosse mai posto). Esiste infatti un software capace di riportare il tutto allo stato iniziale: FreePops. Il programma, scaricabile gratuitamente dal sito freepops.sourceforge.net, permette di continuare ad usare il proprio programma preferito per leggere la posta con tutti i provider. Sullo stesso sito sono presenti chiare spiegazioni su come istallare e configurare il programmma sul proprio PC (il software funziona anche per le @-mail del tipo @inwind.it, @iol.it, @blu.it @tin @virgilio.it @yahoo.it etc.). L'utilizzo di tale software è del tutto lecito ed il nostro motto è proprio questo: “Tutto open-source rispettando la legalità”. Con questa mossa i provider intendono, forse, spingere chi utilizza il proprio servizio @-mail (un puro costo per la società) ad utilizzare anche il servizio di connessione alla rete, ottenendo però forse l'effetto contrario, perdere i clienti. Morale della favola: Limitare l'utenza di Internet attraverso costrizioni e barriere è inutile e anzi, può ritorcersi contro i creatori stessi delle barriere. Piuttosto bisognerebbe offrire alla clientela servizi validi quali una connessione stabile e veloce, un servizio di assistenza valido ecc....
 
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